Mi metto in tasca una piccola mela

Vabè, stavolta niente zucca. Ma la prossima sì, perché ho due bellissime vellutate che aspettano solo di essere pubblicate – rima involontaria… è che sono poetessa dentro.
Questi muffins vengono dal bellissimo blog di Pinella. Sei minuti dopo averli visti stavo già sbucciando le mele – sei minuti sono il tempo tecnico per stampare una ricetta, raggiungere la cucina e mettere insieme gli ingredienti – e devo dire che, nonostante il procedimento un pochino laborioso per via della preparazione e disposizione dei petali di mela, sono forse i muffinsmigliori che abbia mai preparato. E poi sono bellissimi. E poi io adoro la cannella. E poi… provateli, via, che facciamo prima!

Muffins alle mele che sembrano rose

 

Petali di mela

Ingredienti:

mele, 600g
zucchero semolato, 200g
acqua, 400g
anice stellato
cardamomo
corteccia di cannella

Procedimento:

Pelare le mele, tagliarle in quarti, privarle del torsolo e ricavare delle fette sottili. Disporle in un solo strato sul fondo di una padella bassa e larga, aggiungere l’acqua, lo zucchero e le spezie (io sei semi di cardamomo schiacciati, quattro anici stellate ed un paio di pezzi di cannella). Portare ad ebollizione, abbassare e lasciar cuocere finché le fette non saranno morbide ma ancora integre. Spegnere, spostare le mele su un foglio di carta da cucina e conservare lo sciroppo.

Muffins

Ingredienti:

farina 00, 110g
lievito per dolci, 4g
zucchero semolato,30g (io zefiro)
zucchero di canna, 10g
olio leggero, 30g (io di semi)
latte, 60g
uovo, 1
scorza di un limone
cannella, una punta di cucchiaino

Procedimento:

Accendere il forno a 170°C, modalità statica.
In una ciotola setacciare la farina con il lievito ed aggiungere tutti gli ingredienti secchi: i due zuccheri, la scorza di limone e la cannella. In una seconda ciotola sbattere leggermente l’uovo, poi aggiungere il latte e l’uovo sempre sbattendo. Versare il composto liquido nella ciotola con gli ingredienti secchi, mescolare quanto basta per amalgamare il composto. Se vi sembra ancora un po’ grumoso non importa, anzi è così che deve essere: la regola aurea del mufffin perfetto vuole che l’impasto venga girato dieci volte, non una di più.
Versare l’impasto negli stampi da muffin, colmandoli per non più di 3/4. Disporre le fette di mela sui muffins, a raggera partendo dall’esterno, così da formare delle rose.
Cuocere in forno già caldo per 25 minuti circa, facendo la canonica prova stecchino.
Una volta sfornati, lucidare i muffins con un po’ dello sciroppo ottenuto dalla cottura delle mele.

 

Immagine

Smashing pumpkins

Ancora zucca! Nei prossimi mesi, vi avverto, la vedrete spesso su questi schermi…
Oltre a piacere da matti a me – il che sarebbe già sufficiente per propinarvela in tutte le salse – questa meraviglia di ortaggio possiede tante, ma proprio tante virtù: ha un apporto calorico irrisorio (solo 18 kcal per 100g), è ricca di fibre, vitamine, carotenoidi e minerali. Non solo: la polpa di zucca è diuretica, disintossicante, rinfrescante e digestiva. Sarebbe cosa buona e giusta, quindi, farne il pieno ora che è la sua stagione.
La zucca è un ingrediente estremamente versatile: si può infilare un po’ ovunque, dalle vellutate ai dolci, dai purè alle paste ripiene, dai risotti alle confetture. Sta bene da sola ma anche in compagnia di cereali, patate, formaggi, salumi, funghi, spezie e tanto altro.
Questa ricetta viene dalla ex-giunonica Nigella e, stranamente per i suoi – forse anche qui dovrei dire ex, visto che adesso è magra e sicuramente avrà smesso di infilarsi nel frigo di notte a caccia di avanzi freddi – standard culinari, è relativamente leggera. Probabilmente perché per me è un piatto unico e per lei un contorno…
Ho apportato un paio di modifiche rispetto all’originale: ho usato rosmarino al posto del timo, noci normali appena raccolte al posto delle pecan ed aggiunto un paio di spicchi d’aglio in camicia. Una sola parola: buonissima!

Zucca al forno con gorgonzola e noci Nigella style

Ingredienti:

zucca, un kg circa
gorgonzola, 100g circa (molto circa… diciamo che mi è scappata la mano! ma in fondo era un piatto unico…)
noci, 50g circa
rosmarino
aglio, due spicchi
olio evo
sale
pepe

Procedimento:

Accendere il forno a 200° ventilato se possibile, altrimenti a 220° statico.
Pulire la zucca, lavando bene la buccia visto che non andrà tolta; asciugarla e tagliarla a pezzi regolari.
Ricoprire una teglia con carta da forno e disporvi i pezzi di zucca, i due spicchi d’aglio in camicia leggermente schiacciati, il rosmarino ben lavato ed asciugato. Aggiungere un bel giro d’olio, regolare di sale e pepe e mettere in forno
Dopo 35/40 minuti controllare la cottura infilzando un pezzo di zucca con una forchetta: se entra facilmente nella polpa, la cottura è perfetta.
Trasferire la zucca in un piatto da portata, completare con il gorgonzola ed i gherigli di noce a pezzetti, mescolare rapidamente e servire.

I want to be the girl with the most (plum) cake

La questione è spinosa: cosa si intende per plumcake? La ricetta orginale inglese prevedeva le prugne, come il nome ci racconta? Oppure la verità è che quello che noi chiamamo plumcake in realtà sarebbe il pound cake inglese, ovvero una sorta di quatre quarts composto da uova, burro, farina e zucchero in parti uguali? Possiamo dunque chiamare plumcake qualsiasi dolce preparato nel tradizionale stampo rettangolare? Un plumcake senza canditi non è un vero plumcake – ma sono soltanto quattro piedi di pane ricoperti da un sottile strato di cobalto*? E già che siamo in tema, è nato prima l’uovo o la gallina? Di che colore era il cavallo bianco di Napoleone?
Io non lo so, quindi se siete arrivati qui cercando ricetta originale plumcake inglese approvato dalla regina elisabetta seconda d’inghilterra: mi dispiace, non so aiutarvi. Ma grazie comunque per la visita e già che ci siete date un’occhiata in giro, magari trovate qualcosa di vostro interesse. Prezzi modici, qualità e cortesia.
Come dicevo non ho la riposta a nessuna delle domande qui sopra – anzi no, il cavallo di Napoleone lo so – e quindi non so se chiamando plum cakes questi sofficissimi dolcetti rischio di urtare la loro sensibilità. Comunque la ricetta, presa da Annarè e leggermente variata qua e là, è ottima anche se voglio provare a diminuire un po’ il lievito… io sono un particolarmente fissata ed ho sentito un po’ di pizzicore sulla lingua, ma sono stata la sola a notarlo!
Ho preferito preparare sei piccoli plumcake monoporzione perché avevo una teglia da inaugurare, ma ovviamente, con i dovuti accorgimenti su temperatura e tempo di cottura, con questa ricetta si può ottenere un unico dolce.

Plumcake veramente soffice allo yogurt

Ingredienti:

farina 00, 150g
maizena, 50g
uova, 3
zucchero, 150g
yogurt, 200g
olio di semi, 90g (indico il peso in grammi e non gli ml perché peso tutto con la bilancia da cucina, so che la conversione non è precisissima ma per approssimazione siamo lì)
lievito, una bustina
scorza di un limone
vaniglia, il mio solito estratto
sale, un pizzico

Procedimento:

Accendere il forno a 160°, modalità statica. Per cuocere un unico plum cake, aumentare la temperatura 170°/180° a seconda del forno.
Con la planetaria montare a lungo uova e zucchero, fino ad ottenere un bel composto chiaro e gonfio. Aggiungere lo yogurt (io l’ho usato bianco con zucchero d’uva perché volevo prevalesse l’aroma di limone e vaniglia, ma potete utilizzare quello che preferite per dare un gusto diverso al dolce), la scorza di limone, la vaniglia ed un pizzico di sale continuando a montare a velocità bassa. Nel frattempo setacciare la farina con la maizena ed il lievito ed aggiungerla in due o tre volte al composto, per non smontarlo. Aggiungere poi l’olio a filo, mescolando sempre a velocità bassa fino a quando il composto l’avrà assorbito tutto e sarà quindi liscio ed omogeneo.
Versare negli appositi stampi, ungendo se necessario; ovviamente si possono usare anche i pirottini in carta da inserire negli stampi. Riempire ogni formina per metà, in cottura cresceranno moltissimo ed il rischio è che debordino senza riuscire a mantenere la forma.
Cuocere in forno già caldo per 20 minuti circa, facendo la canonica prova stecchino.

*cit. Il vitello dai piedi di balsa, Elio e le Storie Tese.

Son case buffe assai i funghi di laggiù, nel bosco le vedrai vicino al fiume blu

Già, da piccola avevo una vera fissazione per i Puffi. Ogni occasione era buona per farmene regalare qualcuno e pian pianino avevo messo su anche una discreta collezione di casette a forma di fungo. Non so esattamente cosa mi affascinasse in loro, forse dovrei prendere per buona la teoria del tentativo mediatico di indottrinamento politico a favore del modello di vita comunista, chissà. Comunque conservo ancora, in un sacchetto di cotone, un gran numero di Puffi – qualcuno è andato perso negli anni, qualcuno è caduto per sbaglio nelle tasche di cuginetti e nipotini – e ne sono estremamente gelosa.
Ogni volta che vedo un fungo mi tornano in mente loro. Chissà se per via di questa insalatina qualcuno di loro è rimasto senza un tetto sulla testa…

Insalata di ovoli

Ingredienti:

ovoli freschissimi, piccoli e sodi, qui 4
olio evo, due cucchiai
succo di mezzo limone
prezzemolo
pepe nero
sale
parmigiano reggiano

Procedimento:

Pulire bene gli ovoli, eliminando ogni traccia di terra con un pennello e passandoli con un panno bagnato, ed affettarli finemente.
Tagliare il parmigiano a scaglie con l’apposito utensile o, in mancanza, usando un pelapatate.
Preparare una citronette: in una ciotolina sciogliere sale e pepe nel succo di limone, poi aggiungere l’olio a filo sbattendo con una forchetta o una piccola frusta finché non si ottiene un’emulsione liscia ed omogenea.
Servire mescolando funghi e parmigiano, o disponendoli a strati in un piatto, condire con la citronette ed finire con una pioggia di prezzemolo tritato.

You better come home, Speedy Gonzales

Rapidissimamente: con lo stesso impasto della focaccia pugliese di semola di grano duro si ottiene una variante da urlo, da ola, da applausi, da svenimento e chi più ne ha più ne metta* semplicemente coprendola generosamente con anelli di cipolla rossa di tropea – affettata, lasciata una mezz’ora in acqua fredda e fatta leggermente appassire con una noce, anzi una nocciola di burro -, olive nere – intere, occhio ai denti! -, una spolverata di timo e sale senza esagerare – qui grigio di bretagna.

Focaccia di semola di grano duro con cipolle ed olive

*o anche, come direbbero a Roma, da paura!